giovedì 22 novembre 2007

Una sera qualunque, al ristorante

Giuro che il prossimo post sarà sul tango.
Altrimenti cambio il nome al blog.






Ma intanto... l'altra sera (tanto per cambiare ero fuori per lavoro) presa da un raptus mi sono messa a scrivere. Questo:


Si può provare gioia per la bellezza di un fiore?

E sorridere compiaciuti del solo fatto che il suo colore sia della stessa gradazione di una tovaglia?
Si, soprattutto perchè mi sento immersa in una situazione allucinata. Sono seduta al tavolo del ristorante dell'albergo, da sola.

Ci sono 3 camerieri surreali che di tanto in tanto si materializzano, salvo scomparire ingoiati dalle porte di quella che deve essere la cucina (lo si capisce dal vapore che esce ogni qual volta qualcuno entri od esca).

In sottofondo le note da piano bar della sala accanto.
E ad un tratto il telefono e: "Si,-pronto-buonasera-ristorante-sono-Luca.-In-cosa-posso-servirla?"
detto così, tutto d'un fiato e con la perfetta cadenza da centralinista di servizio taxi ma con un modo così servizievole che fa clamorosamente a pugni con l'espressione del viso. No, di tutto il corpo che pare dire:
"Si, sono Luca e questo è il ristorante... lo so che ordinerai l'ennesima insalata nizzarda della serata e che te la dovrò portare fino al 15° piano mentre io me ne starei tranquillamente da un'altra parte in questo momento..."

...E il maitre che nel frattempo si sbatte da un tavolo ad un altro per 1 bicchiere, poi per 1 posata, poi "...aspetti che prendo carta e penna" e che intanto comanda a bacchetta il povero Luca che ora ho capito perchè risponde al telefono a quel modo.

E poi spunta il terzo cameriere, sicuramente prossimo alla pensione, che stappa una bottiglia di birra scura dopo essersi sistemato meglio gli occhiali sul naso. Poi dice qualcosa che non capisco al signore che ha ordinato la birra e che sembra tanto un Andy Warhol con i capelli rasati, che lo diresti un regista o uno che, come minimo, organizza gli allestimenti delle sfilate di moda più prestigiose e che invece legge un giornale economico come ItaliaOggi anziché, che so io, Vogue...

Poi la folta clientela del ristorante d'hotel è composta da:
  1. un commesso viaggiatore represso, di quelli che spezzano il pane con la punta delle dita per non essere troppo aggressivi e non si muovono dalla posizione che hanno assunto da quando si sono seduti al tavolo - e fino a quando andranno via - e che ordinano lo stesso menu della sera prima, con l'aggiunta di un'insalata capricciosa che fa tanto "botta di vita";
  2. un attempato seduttore dal capello lungo che non fa altro che guardare al mio tavolo;
  3. io ... che mentre aspetto la cena scatto foto con il cellulare al centrotavola solo perchè si abbina bene al tovagliato e intanto scrivo scrivo scrivo...
  4. 3 uomini d'affari (un coreano, un turco ed un giapponese) ad uno stesso tavolo che conversano amabilmente non si sa bene di che cosa perchè parlano in inglese ed io capisco troppo poco per capire se stanno discutendo dell'affare del secolo o del calendario della Silvstedt....

E il maitre finalmente mi porta i miei medaglioni di maiale in aceto balsamico e verdure saltate in padella.
Deve aver capito cosa sto scrivendo e che questo è l'unico modo di farmi smettere....

E dopo aver posato il piatto sul mio tavolo si rivolge al mio vicino, il commesso viaggiatore represso, e gli dice: "mi spiace, non le posso portare gli spaghetti alle vongole... sa, le vongole hanno avuto un problema..."



8 commenti:

Viviana ha detto...

Ah ah ah... ma tu fai sempre di queste esperienze quando mangi fuori per lavoro?? fantastico non ti annoi mai!!! ah ah ah!
Ma che problema hanno avuto le vongole???? curiositààààààà!!!

OtroTango ha detto...

* Vivi: purtroppo non lo sapremo mai. Forse si sono ribellate all'idea di rifinire sul piatto del commesso...

elisa ha detto...

E cosa ha preso poi il commesso viaggiatore??
Ah ah..bel racconto!

OtroTango ha detto...

Elisa, sai che non lo so? Mi sono dovuta distrarre perchè davvero mi avrebbero sequestrato il foglio come a scuola quando ci si scambiavano i bigliettini...

nightfairy ha detto...

Povere vongole..magari erano in crisi sentimentale, o non si ritenevano all'altezza dello spaghetto, così fine e slanciato..
Comprensione..ci vuole comprensione!c'é un pò di vongola in ognuna di noi..ihih..ehm..

Buon weekend cara! :)

Lulamiao ha detto...

è l'inizio di un romanzo, eh? se non lo fosse, fallo diventare <° * °>

stelladisale ha detto...

beh comunque si, certo che si può
(sorridere compiaciuti del solo fatto che il suo colore sia della stessa gradazione di una tovaglia
)
ciao :-)

OtroTango ha detto...

* Lula: prima o poi vi stupirò. Uscirà la guida di ot ai clienti dei ristoranti degli alberghi... ahahahahah Magari potessi farci su un racconto. E' stata troppo divertente la serata 8che poi è quella che è proseguita con la nostra milonga.. t'en souvien?)

* Nightfairy: mi hai fatto troppo ridere... perchè ho pensato che ogni tanto in me c'è anche un poco di cozza oltre che di vongola.. ahahah

*stella: scommetto che avresti fatto delle foto splendide. A parte tutto, era molto bello l'ambiente.