venerdì 11 aprile 2008

Una storia, senza titolo.

Un po' di tempo fa, presa da uno dei miei raptus, ho scritto questa "storia".

Me ne ero quasi scordata, l'ho ritrovata per caso facendo pulizia di files nel mio pc.

Me la sono riletta e mi è piaciuta. Quindi ho deciso di postarla. La divido in 2 puntate... troppo lunga per un solo post (e così mi gioco pure il jolly per il prossimo!!! ;D ).

Anche se al momento mi manca il titolo, la storia è coperta da copyright... !!!

Buon fine settimana a chiunque passi da qui!!!



L’ultimo daiquiri mi ha decisamente stordito.
Forse è per questo che all’uscita dal pub mi siedo sul marciapiede ad aspettare. Ad aspettare non so bene cosa... ma mi fermo lì.
Mi avevano detto che da quelle parti c’era una milonga, un posto tipo balera dove si balla solo il tango “a r g e n t i n o”, come tenne a scandirmi Nora, la mia coinquilina uruguayana.


tango argentino
Le due parole continuavano a rincorrersi nella mia testa. Si intrecciavano, si contorcevano, continuavano a rotolare per effetto dell’alcol. Probabilmente.

Chiudo gli occhi mentre appoggio la testa ad un lampione. Non mi era troppo familiare quella zona della città, non che avesse niente di strano o di malfamato... era solo fuori dai miei giri abituali, difficilmente andavo da quelle parti.

Ero entrato nel pub dopo aver girovagato un po’ per scaricare i nervi dopo la discussione avuta con Paula nel pomeriggio. Ma si può tenere il muso perché l’ho difesa dal regista che cerca continuamente di metterle le mani addosso? Lei cosa mi risponde? Che voglio rovinarle la carriera!
...ma quale carriera.


Ecco, finalmente riesco a distinguere meglio il mondo intorno a me, anche se ho il dubbio di avere stampato sulla faccia un sorrisetto ebete. Però, in effetti, la scena del pomeriggio era assurda a dir poco.

Finchè una voce di donna si rivolge a me con un “Va tutto bene?”. La guardo stranito, forse, perché lei mi ripete: “Scusa, va tutto bene?”.


E’ una ragazza alta, mora, con i capelli sciolti sulle spalle. Bella, direi. Con lei ci sono altre due ragazze che si scambiamo uno sguardo di intesa ed un sorrisetto di commiserazione (nei miei confronti, ovvio).

“Si... si, ho avuto un incontro a stomaco vuoto con un due o tre daiquiri. Il giusto coronamento di una giornataccia.”

“Se stai male chiamo qualcuno…”

Devo avere una faccia orrenda. Certo, conciato così per un paio di cocktail buttati giù per rabbia.


“No, ora chiamo un taxi. Ti ringrazio, anche se mi hai preso per un barbone”


“La prossima volta tiro dritto” E aggiunge, secca: ”ciao”


Idiota. Sono proprio un idiota e che altro? Inutile aggiungere niente. Diciamo che è colpa dell’alcol e che anche se volevo fare lo spiritoso la battuta è riuscita male.


La guardo allontanarsi. stretta nel cappotto nero corto mentre le amiche mi lanciano un ultimo sguardo con cui sembrano dirmi all’unisono “deficiente”.

Vabbè. Me lo sono meritato.


Non riesco a distogliere lo sguardo. Oltre alla borsa tutte e tre hanno un sacchetto di stoffa nero che pende dalle loro mani. Sobbalza ad ogni loro passo, come vivesse di vita propria e le seguisse, un bimbo che trotterella stretto a loro per mano.


Sarà stato l’alcol o la voglia di riscatto dalla brutta figura ma senza neanche pensarci, appena spariscono dietro l’angolo, mi metto a seguirle.


Una lunga scala in ferro, stretta, porta alla “Gardenia blu di Corinto” un grande loft privato che - leggo su un piccolo manifesto appeso - ospita vernissage, sfilate ed il venerdì la milonga! Ecco il posto di cui mi parlava Nora.


Un gorilla alla cassa mi informa che l’ingresso è 8 euro, consumazione esclusa, e con voce ferma ma gentile mi chiede “Che fa?”


E che faccio? Le tre ragazze devono essere qui, ormai entro spinto anche dalla curiosità di un mondo che mi è totalmente estraneo.


la foto è tratta dal film "Desire"

lunedì 7 aprile 2008

Botta e risposta

Quando cammino mi guardo sempre in giro.
Ci sono sempre dettagli, colori, abbinamenti curiosi o insoliti in giro per il mondo. O anche semplicemente... a portata di occhi.

Ringrazio il fatto di avere una fotocamera nel telefonino, perchè mi capita spesso di vedere qualcosa che valga la pena di una foto.

Come questa:




vale un master in scienze della comunicazione...


venerdì 28 marzo 2008

M come musicalizador (a)

Mettere musica è una cosa che adoro fare (è possibile che l'abbia già detto in qualche post precedente? naaaa) per cui, anche se sono donna di poche parole (in genere), se mi chiedono del tango parlo parlo parlo finchè lo sbadiglio dell'interlocutore mi avverte che forse (dico forse) è ora di smettere...
:D

Già un annetto fa era venuta una giornalista (Stefania Giuffrè) ad intervistarci per un articolo sulle scuole di tango della nostra città.

So solo che dovevano essere 5 minuti di intervista ed invece siamo rimaste a parlare per circa un'ora su tango e dintorni ma mi piace molto parlare con lei perchè ha una curiosità ed uno spirito di osservazione che vanno oltre l'interesse per il pezzo che deve scrivere.

La riprova un paio di settimane fa, quando è venuta durante una milonga per un nuovo articolo sul tango da pubblicare su questo sito.

L'articolo completo si può leggere qua, intanto riporto qui l'abstract dell'intervista che mi ha fatto definendomi "la prima donna a Palermo a ricoprire il ruolo della musicalizador"... miiiiiiiiiiiiii come mi piace questa cosa!!!

:)

"... Scegliere la musica per me e’ come essere in pista - racconta - e’ un’emozione in piu’.
Sapere che posso contribuire al dialogo fra due persone aumenta per me il fascino del tango nel quale c’e’ un linguaggio intimo che nessun altro ballo possiede. Il tango tira fuori elementi che ciascuno di noi ha ma magari ignora.
Quando scelgo un brano sento l’onda emotiva, vedo la gente sorridere e sono felice. Ogni milonga mi lascia dentro una sensazione bellissima, come al termine di ogni lezione perche’ sai di aver trasferito qualcosa agli altri”.
Quando parla della musica le brillano gli occhi: “ogni volta che ricevo un cd nuovo lo scarto con emozione, e’ come un mondo che mi si apre sotto gli occhi”. E mentre parla mi mostra le copertine con immagini di una volta, il viso di Fresedo, i ritratti dei principali compositori in bianco e nero. E sorride.
Alla fine di ogni milonga chiedo sempre: la musica vi e’ piaciuta? Siete stati bene? Perche’ per me e’ questa la cosa piu’ importante.... "


Cara Stefi, lo sai che articolo o no sono sempre pronta a far due chiacchiere su tango e dintorni vero???

giovedì 20 marzo 2008

Tango.. dovunque???

e vabbè che per ora il tango è "di moda" ma questo mi pare eccessivo...


in effetti l'eje (che in italiano si traduce con asse) è un concetto fondamentale della tecnica tanguera.

Ma non è esattamente questo l'asse a cui ci riferiamo... giuro!

:)

mercoledì 12 marzo 2008

Ohhhhhhhhhh Oggi vado di meme

eh si sono stata in silenzio per un pò, e allora recupero in una botta sola i post perduti.


Il primo meme.


Questo.


Che ho fatto grazie a quella donna solare di Claudia (alias Scorza d'arancia) che mi ha gentilmente invitata.



Prima devo scrivere le regole...


1 le regole del gioco copierai

7 dei tuoi segreti svelerai

7 felici vincenti individuerai

un messaggio per avvisarli invierai

a consultare il tuo blog li inviterai...


Pronti? viaaaaaaaaaa


1) Ogni tanto ascoltando musica mi faccio dei film. E' raro che mi capiti ma ogni tanto il mio cervello va da solo. Ad esempio mi è capitato con Tango Tres: fin dal primo ascolto che ho pensato che sarebbe perfetta come colonna sonora di qualche film italiano. Tipo un film diretto dalla Wertmuller!!

Non so perché ma ogni volta che la ascolto mi vedo un Giannini in impermeabile chiaro che sta seguendo qualcuno per strada (che so, una Melato...), abbassandosi un po’ tra le macchine, appiattendosi ai muri.. Poi sgrana gli occhi e sbircia da dietro un angolo di strada perché ha scoperto qualcosa.. Tipo una cosa così. Ma è assurdo perché proprio lo VEDO ogni volta che lo ascolto.


Sarò da ricovero?????


Ehm ehm.. Questo era un segreto fino a ieri nel senso che l'ho detto al quasi diretto interessato (ovvero la moglie del compositore) va bene lo stesso?


2) Sono pigra! Lo so non si direbbe perchè faccio (almeno questa è la mia percezione) 1000 cose contemporaneamente. Ma il punto è - e ne sono consapevole - che appena mi fermo cado in una sorta di catalessi e non mi smuovo più.


3) Mi piace un sacco guardare nelle case della gente. Da sempre, da quando mi posso ricordare. Dalla macchina, dal treno e ogni qual volta mi capiti... adoro sbirciare le finestre altrui. Non mi interessa vedere cosa stia facendo questo o quello, quello che mi piace è pensare che ci siano mondi diversi dentro ognuna di quelle finestre, e tutti colorati in modo diverso. Dall'azzurrino delle tv accese, alle tende arancioni che filtrano una luce calda, al freddo dei neon di una cucina o la signora che stende i panni, quella seduta che guarda la strada o le sagome che si intravedono nella loro quotidianità. Mondi a parte, ognuno reale ma immaginato. Quante storie... tutte a portata di mano ma lontane allo stesso tempo. Lo trovo affascinante.


4) Adoro esibirmi! Ecco l'ho detto. Quando salgo su un palco mi piace il fatto di essere al centro dell'attenzione ed io lì concentrata a cercare di dare il meglio.. è una spinta incredibile. Sarà per questo che ho scritto al Treno dei desideri? si si.. l'ho fatto. Ma non mi si sono filati per niente (e questo era il quinto segreto)


6) E' una cosa che non sopporto ma che non riesco ad evitare: sono una perfezionista al limite dell'ossessione. E mi dovrei dare una calmata perchè poi NON sopporto le cose fatte male e divento critica (ed insopportabile. Lo so).


7) Quando sono in aeroporto da sola me ne vado al mcdonald. Ecco e questo è l'ultimo segreto e lo so che attirerà le ire della sorella chef e di Lulita l'unica cui passo volentieri il testimone per questo bellissimo meme!


Unica perchè ormai penso che la blogosfera sia già stata coinvolta e sia passata a qualche altro meme...



venerdì 15 febbraio 2008

Il tango è....


"Le tango est plus qu'une danse,
c'est de la sensualité à l'état pur, partagée entre deux êtres"


Ho trovato questa frase non ricordo più dove, scritta in uno dei tanti blog/siti in cui vado bazzicando di tanto in tanto saltando da un link all'altro.
Ma mi ha colpita tanto da salvarmela come frase che si aggira ogni tanto intercalando le immagini del mio screensaver (che manco a dirlo è a base di tango .. e non solo).
Mi rendo conto che mentre sono in classe, o sempre quando faccio una lezione, mi ritrovo a parlare del Tango, di come sia un gioco dei ruoli e a volte metafora, della comunicazione alla base di ogni passo e di ogni sensazione, del dialogo a due che si crea anche quando non conosci chi hai di fronte e di quanto sia necessario sentirsi e sentire l'altro perché altrimenti non è tango. E' altro.

Credo sia questo che quello che mi ha colpito di più di questa frase sia proprio il fatto che il tango sia "partagé".

Nella foto sopra:
Claudia Codega ed Esteban Moreno.

venerdì 1 febbraio 2008

Vivi ha vinto il terzo terzo di finale

Già per la sfida di Kelablu ispirata a Ratatouille si è aggiudicata il verdetto del giudice (Niko Romito).
Grande Vivi (chef e non solo..) .
Eh lo so, non c'entra niente col tango, è una cosa che riguarda lei.. ma io sono troppo contenta e lo voglio scrivere anche qui !

^_^

Aggiornamento aggiunto il 15 febbraio..
La sfida è stata tosta... ma quel tesoro di sorella ha vinto la finale!!!!!!!!!
questo il verdetto.

Miiiiiiiii che sono orgogliosa!!!
:D