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giovedì 28 agosto 2008

Ombrelloni silenziosi...

e ribadisco il concetto già espresso qui sull'avere a disposizione un telefonino che faccia anche delle foto...


ora ci vorrebbe una giusta didascalia...
magari questa:
in attesa
respirano all'unisono, imperterriti e assorti, tra sabbia e buio.

PS del 1° settembre
Aggiornamento alla didascalia (su suggerimento di Jajo che recepisco, e aggiungo, al volo):
"Il soffio del mare"

lunedì 7 aprile 2008

Botta e risposta

Quando cammino mi guardo sempre in giro.
Ci sono sempre dettagli, colori, abbinamenti curiosi o insoliti in giro per il mondo. O anche semplicemente... a portata di occhi.

Ringrazio il fatto di avere una fotocamera nel telefonino, perchè mi capita spesso di vedere qualcosa che valga la pena di una foto.

Come questa:




vale un master in scienze della comunicazione...


giovedì 20 marzo 2008

Tango.. dovunque???

e vabbè che per ora il tango è "di moda" ma questo mi pare eccessivo...


in effetti l'eje (che in italiano si traduce con asse) è un concetto fondamentale della tecnica tanguera.

Ma non è esattamente questo l'asse a cui ci riferiamo... giuro!

:)

giovedì 24 gennaio 2008

Dai. Eddai, eddai quando le facciamo ste foto?

Ecco è cominciata così. Una tiritera che andava avanti da... diciamo pure 8 mesi.

Due amici fotografi che vogliono fare una mostra su donne e danza.

O almeno mi ricordo così, ormai è passato troppo tempo...

E comunque abbiamo rimandato per otto mesi questo appuntamento tra note, ombre, movimenti, luci e... flash.

Già. Prima perché mancava a tutti e tre il tempo per andare in un posto affascinante all'aperto che avevano individuato loro... poi perché il tempo era diventato troppo freddo per l'aperto (brrrr) e allora occorreva la location al chiuso e poi c'è pure che nell'ultimo anno sto partendo un paio di giorni a settimana (... ed ho scoperto che è un pò difficile programmare incastrando i miei impegni con quelli degli altri) e poi finalmente ok.
Il posto c'è, un mio ed un loro pomeriggio libero pure e così si va.

Dopo il lavoro scappo a casa, ho 10 minuti prima che mi vengano a prendere. Mi ritrucco che dalle 7 e mezza della mattina sono ormai sfatta... già e cosa mi metto? e cosa porto? ok, afferro e butto in un sacchetto abiti che avevo usato in un paio di spettacoli, le scarpe più belle con il tacco più alto, le calze a rete (ok, tutti stereotipi... ma occorre dare l'idea del Tango, no?) e driiiiiiin cellulare.

"Sono giù, pronta?"

Avrei voluto dire no. Che ancora stavo pensando al lavoro chiuso in ufficio e che insomma a concentrazione ero un pò così, presa pure dalla corsa per prepararmi.. ma se non si fa ora non si fa più e quindi:

"Si, scendo"

Andiamo in un antico palazzo che si affaccia sul mare (Corte Sammuzzo) che già a vederlo da fuori mi sembra denso di storie.
"Fate come se foste a casa vostra".
Così ci accolgono all'ingresso.

Dopo il portone e l'atrio entriamo in uno spazio immenso.

Il posto è incantevole anche se il pavimento un pò accidentato per camminare e fare pivot restando bene in equilibrio.
Il posto è anche enorme ed ovviamente freddo tanto che le prime foto le facciamo col maglione.

E poi metto su un pezzo che mi scalda l'anima e...


Come sempre mi riguardo e quasi non credo che quella sia io.


Queste foto sono di Salvo Valenti.

Che ringrazio.

E' stata una bella esperienza. Eddai eddai, quand'è che la ripetiamo?
^_^